In breve
Se la tua PMI usa strumenti di intelligenza artificiale per lavoro, per l’AI Act sei un deployer. Oggi devi adottare misure di alfabetizzazione AI per chi usa gli strumenti (articolo 4) e rispettare gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50, in vigore dal 2 agosto 2026. Gli obblighi per i sistemi ad alto rischio slittano al 2 dicembre 2027. In Italia vale anche la legge 132/2025.
Aggiornato al 29/09/2026. Questa guida riassume le norme per orientarti: per un caso concreto verifica con un legale.
Che cos’è l’AI Act e perché riguarda anche le piccole imprese?
L’AI Act è il Regolamento (UE) 2024/1689, entrato in vigore il 1° agosto 2024. Si applica direttamente in tutti gli Stati membri e classifica i sistemi di AI per livello di rischio: pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, sistemi con obblighi di trasparenza, tutto il resto.
Il regolamento distingue due ruoli principali:
- fornitore (provider): sviluppa un sistema di AI o lo mette sul mercato con il proprio nome o marchio;
- deployer: usa un sistema di AI sotto la propria autorità in un’attività professionale.
Quasi tutte le PMI sono deployer. Usi un assistente generativo per scrivere offerte, un chatbot sul sito, un software di contabilità con funzioni AI: in tutti questi casi il fornitore è l’azienda che produce lo strumento, tu sei deployer. Diventi fornitore se sviluppi un sistema tuo o se metti il tuo marchio su un sistema ad alto rischio già sul mercato.
Cosa è cambiato con l’Omnibus del 2026?
Il 19 novembre 2025 la Commissione ha proposto il pacchetto “Digital Omnibus” per semplificare l’applicazione dell’AI Act. Parlamento e Consiglio lo hanno approvato: il Regolamento (UE) 2026/1744 porta la data dell’8 luglio 2026, è uscito in Gazzetta Ufficiale UE il 24 luglio ed è in vigore dal 27 luglio 2026.
Per una PMI le modifiche che contano sono quattro:
Alto rischio rinviato
Gli obblighi per i sistemi dell’allegato III passano dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027. Quelli per i sistemi integrati in prodotti regolati (allegato I, per esempio macchine) passano al 2 agosto 2028.
Articolo 4 riscritto
L’obbligo di alfabetizzazione AI chiede di adottare misure per sostenerne lo sviluppo, non più di garantire un livello sufficiente. Commissione e Stati membri devono aiutare in particolare le PMI.
Trasparenza confermata
Gli obblighi dell’articolo 50 si applicano dal 2 agosto 2026. Per la marcatura dei contenuti sintetici (articolo 50, paragrafo 2) i sistemi già sul mercato prima di quella data hanno tempo fino al 2 dicembre 2026.
Nuove pratiche vietate
Dal 2 dicembre 2026 sono vietati i sistemi che generano immagini intime non consensuali o materiale pedopornografico.
Il regolamento introduce anche la categoria delle “small mid-cap” (meno di 750 dipendenti), che accedono ad alcune semplificazioni già previste per le PMI.
Qual è il calendario dell’AI Act aggiornato?
| Data | Cosa si applica | Riguarda la tua PMI? |
|---|---|---|
| 1 agosto 2024 | Entrata in vigore del Reg. 2024/1689 | Solo come riferimento |
| 2 febbraio 2025 | Pratiche vietate (art. 5) e alfabetizzazione AI (art. 4) | Sì |
| 2 agosto 2025 | Obblighi per i modelli di AI per finalità generali, governance, sanzioni | Riguarda i fornitori dei modelli |
| 27 luglio 2026 | Entrata in vigore del Reg. 2026/1744 e nuovo testo dell’art. 4 | Sì |
| 2 agosto 2026 | Obblighi di trasparenza (art. 50) e applicazione generale | Sì, se usi chatbot o pubblichi contenuti generati |
| 2 dicembre 2026 | Marcatura dei contenuti sintetici per i sistemi già sul mercato; nuovi divieti | Riguarda soprattutto i fornitori |
| 2 dicembre 2027 | Obblighi per i sistemi ad alto rischio dell’allegato III | Sì, se usi AI per personale, credito, formazione |
| 2 agosto 2028 | Obblighi per i sistemi ad alto rischio dell’allegato I | Se produci macchine o prodotti regolati con AI |
Quali obblighi ha un deployer oggi?
Alfabetizzazione AI (articolo 4)
Devi adottare misure per sostenere l’alfabetizzazione in materia di AI del personale e di chi usa i sistemi per tuo conto. Il testo chiede di tenere conto delle conoscenze tecniche, dell’esperienza, della formazione delle persone e del contesto d’uso.
In pratica ti serve:
- un elenco degli strumenti AI usati e di chi li usa;
- una formazione proporzionata al ruolo: chi scrive testi con un assistente generativo ha bisogno di nozioni diverse da chi usa un software di selezione dei curricula;
- una traccia scritta di cosa hai fatto (date, contenuti, partecipanti).
L’articolo non prevede un attestato obbligatorio né un numero di ore. Una sessione introduttiva più una regola d’uso interna sono un punto di partenza ragionevole per una piccola azienda. Se vuoi organizzarla, trovi il formato nei workshop di formazione.
Trasparenza (articolo 50)
Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 impone obblighi diversi a fornitori e deployer. Quelli che toccano più spesso una PMI:
| Situazione | Chi ha l’obbligo | Cosa fare |
|---|---|---|
| Chatbot sul sito o su WhatsApp | Il fornitore deve progettarlo in modo che l’utente sappia di parlare con un’AI, salvo che sia evidente | Verifica che il tuo chatbot lo dichiari all’inizio della conversazione |
| Immagini, audio o video che imitano persone o luoghi reali (deepfake) | Il deployer | Dichiara che il contenuto è generato o manipolato artificialmente |
| Testi generati pubblicati per informare il pubblico su temi di interesse pubblico | Il deployer | Dichiaralo, salvo che una persona abbia rivisto il testo e ne abbia la responsabilità editoriale |
| Sistemi di riconoscimento delle emozioni o categorizzazione biometrica | Il deployer | Informa le persone esposte e rispetta il GDPR |
Per i post aziendali e le schede prodotto scritti con l’AI e rivisti da una persona, l’articolo 50 non impone un’etichetta. Molte aziende scelgono comunque di dichiararlo per correttezza verso i clienti.
Pratiche vietate (articolo 5)
Dal 2 febbraio 2025 sono vietati, fra gli altri, i sistemi che manipolano le persone con tecniche subliminali, il social scoring, la raccolta indiscriminata di immagini facciali da internet e il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e a scuola (salvo motivi medici o di sicurezza). Se un fornitore ti propone un software che “misura l’umore dei dipendenti dalle telecamere”, sai già la risposta.
Quando la tua PMI usa un sistema ad alto rischio?
L’allegato III elenca gli ambiti. Per una PMI i più frequenti sono:
Selezione e gestione del personale
Software che filtrano curricula, valutano candidati, assegnano compiti o monitorano le prestazioni
Accesso al credito
Sistemi che valutano l’affidabilità creditizia di persone fisiche
Istruzione e formazione
Sistemi che decidono l’ammissione o valutano l’apprendimento.
Dal 2 dicembre 2027 il deployer di questi sistemi deve, secondo l’articolo 26: usarli secondo le istruzioni del fornitore, affidare la sorveglianza umana a persone competenti, controllare che i dati di input siano pertinenti, conservare i log generati per almeno sei mesi e informare i lavoratori prima di usarli sul luogo di lavoro. Hai un anno per prepararti: chiedi al fornitore del tuo software HR se il prodotto rientra nell’allegato III e cosa farà per la conformità.
Cosa aggiunge la legge italiana sull’intelligenza artificiale?
L’Italia ha approvato la legge 23 settembre 2025, n. 132, “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025. La legge integra l’AI Act senza sostituirlo. Per una PMI contano soprattutto:
Articolo 11, lavoro
Il datore di lavoro deve informare i lavoratori quando usa sistemi di AI nel rapporto di lavoro
Articolo 13, professioni intellettuali
Commercialisti, ingegneri, avvocati e altri professionisti usano l’AI come supporto e devono informare il cliente sugli strumenti usati, con linguaggio chiaro
Autorità nazionali
AgID è autorità di notifica, ACN autorità di vigilanza del mercato
Reato di diffusione illecita di contenuti generati o alterati con AI
(articolo 612-quater del codice penale).
La legge ha delegato il Governo ad adeguare le norme nazionali all’AI Act. A settembre 2026 la situazione è questa:
| Atto | Stato al 29/09/2026 |
|---|---|
| D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 (uso dell’AI da parte delle forze di polizia, responsabilità civile e penale) | Pubblicato nella GU n. 214 del 15/09/2026, in vigore dal 30/09/2026 |
| Decreto su poteri delle autorità nazionali, vigilanza, sanzioni, formazione e lavoro | Approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4/08/2026; pubblicazione in Gazzetta da verificare |
Il secondo decreto, secondo il comunicato del Ministero del Lavoro sull’esame preliminare del 10 giugno 2026, tocca anche l’uso dell’AI nelle decisioni che riguardano il rapporto di lavoro. Quando uscirà in Gazzetta aggiornerò questa guida.
Cosa fai adesso, in cinque passi?
Fai l'inventario
Elenca gli strumenti AI in uso, compresi quelli attivati dai singoli dipendenti con account personali.
Classifica
Per ogni strumento segna se è un uso generico, se tocca la trasparenza (chatbot, contenuti pubblicati) o se rientra negli ambiti ad alto rischio.
Forma e documenta
Organizza una formazione proporzionata ai ruoli e conserva una traccia scritta.
Informa
Verifica che i chatbot si presentino come AI, aggiorna l’informativa ai dipendenti come chiede la legge 132/2025, rivedi le informative privacy.
Scrivi una regola d'uso
Una pagina che dica quali strumenti usare, quali dati non caricare e chi controlla i contenuti prima della pubblicazione.
La checklist di AI readiness contiene un’area dedicata a questi punti. La legge 132/2025 ha indicato l’ACN come autorità di vigilanza del mercato per l’AI, la stessa agenzia che vigila sulla NIS2: se colleghi strumenti AI a posta e gestionale, parti dalle misure della guida sulla cybersecurity per PMI. Se stai progettando automazioni che toccano clienti o dipendenti, leggi anche automatizzare i processi con l’AI senza sviluppatori, mentre per chatbot e contenuti nel settore ricettivo trovi esempi in AI nel turismo e nella ristorazione.
Come ti posso aiutare?
Come Innovation Manager certificato UNI 11814 aiuto le PMI a introdurre l’AI con regole chiare: inventario degli strumenti, regola d’uso interna, formazione del personale documentata, scelta dei fornitori. Per i pareri legali sul tuo caso serve un avvocato: io preparo il quadro tecnico e organizzativo su cui lavora. Trovi il percorso nella pagina sull’intelligenza artificiale per PMI e i casi d’uso da cui partire nella guida sull’intelligenza artificiale per PMI.
Prenota una call conoscitiva: in mezz’ora facciamo l’inventario degli strumenti AI che usi e vediamo quali obblighi ti riguardano.

