In breve
Il regime de minimis ti permette di ricevere al massimo 300.000 euro di aiuti pubblici in tre anni mobili (Regolamento UE 2023/2831). Il limite vale per l’”impresa unica”: sommi gli aiuti della tua impresa e delle società che controlla o da cui è controllata. Per calcolare il plafond residuo guardi tre anni indietro dalla data di concessione del nuovo aiuto e controlli sul Registro nazionale aiuti.
Aggiornato al 29/09/2026.
Molti voucher camerali e diversi contributi regionali per la digitalizzazione sono concessi in de minimis. Il voucher Doppia Transizione 2026 della Camera di Commercio di Bari, per esempio, lo dichiara in modo esplicito (quel bando è chiuso il 14/09/2026 per esaurimento fondi). Se hai il plafond pieno, quel voucher non lo prendi, anche se il progetto è perfetto.
Che cos’è il regime de minimis?
L’Unione europea vieta in linea generale gli aiuti di Stato alle imprese, con eccezioni. Una di queste riguarda gli aiuti “di importo minore”: la Commissione considera che sotto una certa soglia non falsino la concorrenza, e per questo gli Stati possono concederli senza notificarli a Bruxelles.
Il regolamento generale oggi in vigore è il Reg. (UE) 2023/2831, applicabile dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2030. Ha sostituito il vecchio Reg. 1407/2013 e ha cambiato due cose che contano per te: il massimale è salito da 200.000 a 300.000 euro, e il periodo di calcolo è passato dai tre esercizi finanziari ai tre anni mobili.
Quanto vale il plafond e per chi?
| Regolamento | Chi riguarda | Massimale | Periodo |
|---|---|---|---|
| Reg. (UE) 2023/2831 | Imprese in generale (commercio, servizi, industria, turismo…) | 300.000 € | 3 anni mobili |
| Reg. (UE) 2023/2832 | Imprese che forniscono servizi di interesse economico generale (SIEG) | 750.000 € | 3 anni mobili |
| Reg. (UE) 1408/2013 modificato dal 2024/3118 | Produzione primaria agricola | 50.000 € | 3 anni mobili |
| Reg. (UE) 717/2014 | Pesca e acquacoltura | massimale specifico del settore | — |
Se un’impresa agricola svolge anche attività extra agricole (agriturismo, trasformazione con vendita, e-commerce), può ricevere aiuti anche con il regolamento generale, a patto di tenere separate le attività o i costi. In quel caso le somme si cumulano fino al massimale di 300.000 euro.
Che cosa significa “impresa unica”?
L’art. 2, par. 2, del Regolamento considera un’impresa unica tutte le imprese fra cui esiste almeno una di queste relazioni:
- un’impresa ha la maggioranza dei diritti di voto dei soci di un’altra;
- un’impresa può nominare o revocare la maggioranza degli amministratori di un’altra;
- un’impresa esercita un’influenza dominante su un’altra grazie a un contratto o a una clausola dello statuto;
- un’impresa socia controlla da sola, grazie a un accordo con altri soci, la maggioranza dei voti di un’altra.
Le stesse relazioni contano anche quando passano attraverso altre imprese: se A controlla B e B controlla C, A, B e C sono un’impresa unica.
Il Regolamento precisa anche che le imprese legate solo perché controllate dallo stesso ente pubblico non sono collegate. Per i legami che passano da persone fisiche (lo stesso socio in due SRL) leggi con attenzione il modulo di dichiarazione del bando: la definizione europea parla di rapporti fra imprese, ma alcuni avvisi chiedono di indicare anche questi collegamenti.
Esempio. Sei socio unico della Alfa SRL, ristorazione a Lecce. Alfa SRL possiede il 60% della Beta SRL, che gestisce un B&B. Alfa e Beta sono un’impresa unica: il plafond di 300.000 euro è uno solo per entrambe.
Come si calcolano i tre anni mobili?
Il considerando 11 del Regolamento spiega il principio: per ogni nuova concessione sommi gli aiuti de minimis concessi nei tre anni precedenti. La data da usare è quella di concessione, cioè il giorno in cui l’impresa acquisisce il diritto a ricevere l’aiuto (art. 3, par. 3). La data del pagamento non conta.
Esempio di calcolo
La Alfa SRL dell’esempio presenta domanda per un voucher camerale che le verrebbe concesso il 15 dicembre 2026. La finestra da controllare va dal 16 dicembre 2023 al 15 dicembre 2026. Gli aiuti registrati (importi di esempio):
| Data concessione | Impresa | Aiuto | Importo de minimis | Nella finestra? |
|---|---|---|---|---|
| 10/09/2023 | Alfa | Contributo regionale | 40.000 € | No, fuori finestra |
| 20/03/2024 | Beta | Garanzia pubblica su finanziamento (equivalente sovvenzione lordo) | 12.500 € | Sì |
| 05/11/2024 | Alfa | Voucher digitale camerale | 8.000 € | Sì |
| 18/06/2025 | Beta | Contributo per la formazione | 25.000 € | Sì |
| Totale nella finestra | 45.500 € |
Plafond residuo al 15/12/2026: 300.000 − 45.500 = 254.500 euro. Il nuovo voucher ci sta.
Nota l’ultima colonna: il contributo di settembre 2023 esce dal conteggio. Se la concessione del nuovo aiuto slitta di qualche mese, anche altri aiuti possono uscire dalla finestra e liberare spazio. Nei progetti al limite del plafond conviene ragionare anche sui tempi.
Come si conta una garanzia o un prestito?
Per le garanzie e i finanziamenti agevolati non conta l’importo del prestito. Conta l’equivalente sovvenzione lordo (ESL), cioè il vantaggio economico calcolato dall’ente secondo i metodi dell’art. 4 del Regolamento. Lo trovi nella lettera di concessione o nel Registro. Una garanzia su 200.000 euro di finanziamento può valere in de minimis poche migliaia di euro.
Come verifico il de minimis sul Registro nazionale aiuti?
Il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) raccoglie gli aiuti concessi in Italia, compresi quelli de minimis. Il Regolamento 2023/2831 chiede agli Stati di avere un registro centrale dal 1° gennaio 2026. In Italia l’RNA è attivo da anni e gli enti devono consultarlo prima di concedere un aiuto.
Per controllare la tua situazione:
- Vai su rna.gov.it e apri la sezione Trasparenza.
- Scegli Aiuti individuali.
- Inserisci il codice fiscale della tua impresa e avvia la ricerca.
- Apri ogni riga per leggere regolamento, data di concessione, ente e importo dell’aiuto.
- Ripeti la ricerca per ogni impresa collegata.
- Somma gli importi de minimis concessi negli ultimi tre anni, con la regola della finestra mobile.
La “visura de minimis” vera e propria la genera l’ente concedente quando istruisce la tua domanda. Tu puoi fare la stessa verifica con la ricerca pubblica, salvare i risultati e allegarli alla tua pratica interna.
Cosa fare se i dati del Registro non tornano?
Capita. Un aiuto revocato o ridotto può restare registrato con l’importo pieno se l’ente non ha inserito la variazione. In questo caso scrivi all’ente concedente, con la PEC, chiedendo l’aggiornamento. Prima di presentare una domanda al limite del plafond, sistema il Registro: l’istruttore userà quei dati, non i tuoi.
Cosa succede se supero il massimale?
L’art. 3 del Regolamento è netto: se il nuovo aiuto fa superare i 300.000 euro, il nuovo aiuto non beneficia del de minimis, nemmeno per la parte che starebbe sotto la soglia. L’ente può:
- ridurre l’aiuto fino al plafond disponibile, se il bando lo prevede;
- concederlo con un’altra base giuridica, per esempio un regime in esenzione (GBER), se l’avviso lo consente;
- respingere la domanda.
Se l’errore emerge dopo la concessione, l’ente può revocare l’aiuto e chiederti la restituzione con gli interessi. Per questo la dichiarazione de minimis che firmi nella domanda è una dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000): se è falsa, ne rispondi. Dove si inserisce questa dichiarazione nella pratica lo vedi nella guida su come si presenta una domanda in Puglia.
Fusioni, acquisizioni e scissioni: che succede al plafond?
- Fusione o acquisizione: gli aiuti ricevuti in passato dalle imprese coinvolte si sommano nella nuova impresa unica. Gli aiuti concessi prima restano legittimi.
- Scissione: gli aiuti restano all’impresa che svolge l’attività per cui sono stati concessi. Se non si può stabilire, si dividono in proporzione al valore contabile del capitale delle nuove imprese alla data della scissione.
Se stai per comprare una società o entrare con la maggioranza in un’altra, controlla il suo Registro prima di presentare nuove domande.
Il de minimis è l’unico limite da controllare?
No. Il plafond dice quanto aiuto puoi ricevere in totale. Poi devi verificare se puoi sommare aiuti diversi sulle stesse spese: ne parlo nella guida al cumulo degli aiuti di Stato. E devi controllare quali agevolazioni sono misure generali fuori dal de minimis, come l’iperammortamento 2026, che spiego nella guida alla finanza agevolata per l’innovazione.
Il plafond sbagliato è uno degli errori che raccolgo nell’articolo i bandi non sono soldi gratis. Quando seguo un’impresa su un bando, la verifica sul Registro, fatta per tutte le società collegate, è il primo documento che preparo.
Vuoi un controllo sul tuo plafond?
Se stai valutando un voucher o un bando regionale per la digitalizzazione, fai la verifica di idoneità: tra le domande c’è anche quella sugli aiuti ricevuti. Se il quadro è complesso (gruppi, acquisizioni, aiuti in agricoltura), prenota una call dalla pagina bandi e finanza agevolata e guardiamo insieme il Registro.



