In breve
Il compenso di un innovation manager si struttura in cinque modi: a progetto (prezzo fisso per deliverable definiti), a giornata, a canone mensile (retainer), come temporary manager con un impegno continuativo per alcuni mesi, oppure con una parte legata al successo di un bando. Per una PMI il modello più sicuro combina un fisso chiaro con obiettivi misurabili. Il compenso tutto a successo è il più rischioso.
Aggiornato al 29/09/2026.
Qui trovi come funziona ogni modello, quando conviene e l’unico riferimento pubblico sulle cifre. Tariffe inventate non ne troverai.
Esiste un tariffario dell’innovation manager?
No. L’innovation manager è una professione non regolamentata ai sensi della Legge 4/2013: non ha un ordine e non ha un tariffario. Le cifre che trovi in rete sono tariffe dei singoli consulenti, non riferimenti ufficiali.
I riferimenti pubblici sono due, e vanno letti per quello che sono.
Il voucher MIMIT per la consulenza in innovazione. Per finanziare un innovation manager esterno con un contratto di almeno nove mesi, il Ministero ha fissato questi massimali, uguali nei due sportelli del 2019 e del 2023:
| Beneficiario | Contributo | Tetto del contributo | Costo di consulenza che satura il tetto |
|---|---|---|---|
| Micro e piccole imprese | 50% dei costi | 40.000 € | 80.000 € |
| Medie imprese | 30% dei costi | 25.000 € | circa 83.000 € |
| Reti d’impresa | 50% dei costi | 80.000 € | 160.000 € |
L’ultima colonna è un semplice calcolo: contributo massimo diviso percentuale. Ti dice quale ordine di grandezza il Ministero considerava ragionevole finanziare per un incarico lungo, non quanto devi pagare. Oggi il voucher non ha uno sportello aperto: lo spiego nella guida sull’elenco dei manager dell’innovazione MIMIT.
La legge sull’equo compenso. La Legge 49/2023 si applica anche ai professionisti delle professioni non organizzate in ordini, nei rapporti con banche, assicurazioni, pubblica amministrazione e imprese che nell’anno precedente avevano più di 50 dipendenti o più di 10 milioni di euro di ricavi. Chiede un compenso proporzionato a quantità e qualità del lavoro. Per una PMI più piccola non si applica, ma il principio resta un buon metro.
Quali sono i modelli di compenso di un innovation manager?
| Modello | Come funziona | Quando conviene | Cosa ti tutela | Rischio principale |
|---|---|---|---|---|
| A progetto (a corpo) | Prezzo fisso per un risultato definito: assessment, roadmap, capitolato, domanda di bando | Obiettivo e deliverable chiari | Elenco scritto dei deliverable e delle revisioni incluse | Perimetro vago, extra a sorpresa |
| A giornata | Paghi le giornate effettive, con rendiconto | Attività esplorative o di supporto variabile | Tetto massimo di giornate e rendiconto dettagliato | Costo che cresce senza controllo |
| Retainer (canone) | Importo mensile per un pacchetto di ore o di attività ricorrenti | Affiancamento continuativo: riunioni di direzione, portafoglio progetti | Pacchetto definito e verifica trimestrale | Pagare un canone senza risultati visibili |
| Temporary manager | Impegno continuativo per alcuni mesi, dentro l’organizzazione, con mandato e obiettivi | Serve una guida operativa e non vuoi assumere | Obiettivi scritti, durata, poteri decisionali chiari | Scarso spazio decisionale reale |
| A successo sul bando | Percentuale sul contributo ottenuto, da sola o con un fisso | Solo come componente minoritaria | Fisso prevalente, success fee legata all’erogazione | Domande deboli, abbandono dopo l’approvazione |
Quando conviene il compenso a progetto?
Quando sai cosa vuoi alla fine. È il modello più chiaro per partire, per esempio con un assessment e una roadmap digitale. Nel contratto pretendi:
- l’elenco dei deliverable (documenti, riunioni, presentazioni);
- i tempi di ogni fase;
- il numero di revisioni incluse;
- cosa succede se il perimetro cambia: come si stima e si approva il lavoro extra.
Quando conviene il compenso a giornata?
Quando il lavoro non si può definire tutto in anticipo: esplorazione di tecnologie, supporto alle decisioni, affiancamento a un progetto già avviato. È flessibile, ma richiede disciplina. Fissa un tetto di giornate per fase e chiedi un rendiconto con date e attività. Senza tetto, il modello a giornata diventa un conto aperto.
Cos’è il retainer e quando ha senso?
Il retainer è un canone mensile per un pacchetto di attività ricorrenti: riunioni di direzione sull’innovazione, aggiornamento del portafoglio progetti, monitoraggio dei bandi, controllo dei fornitori. Ha senso quando l’impresa ha già una roadmap e le serve continuità, non un progetto nuovo.
Due precauzioni: scrivi cosa è incluso e cosa no, e fissa un momento di verifica, per esempio ogni trimestre, in cui decidi se continuare. Un canone che si rinnova per inerzia smette presto di produrre valore.
Come si paga un temporary innovation manager?
Il temporary innovation manager entra in azienda per un periodo definito con un mandato preciso, spesso da sei a dodici mesi. Il compenso è di solito un fisso mensile legato all’impegno concordato (giorni a settimana), a cui a volte si aggiunge una parte variabile su obiettivi aziendali misurabili: tempi, costi, ricavi da prodotti nuovi.
La parte variabile funziona se gli obiettivi dipendono davvero dal lavoro del manager e se li scrivi all’inizio, con il valore di partenza. Il voucher MIMIT, con il suo contratto minimo di nove mesi, seguiva la stessa logica: un manager inserito nell’organizzazione, non una consulenza spot. Anche il Mini PIA pugliese cita la figura del temporary manager tra le consulenze ammissibili, con almeno tre anni di esperienza nei servizi svolti.
Perché il compenso solo “a successo” sui bandi è rischioso?
Il modello “paghi solo se prendi il contributo” sembra il più sicuro per te. In pratica crea tre problemi.
Spinge a presentare domande deboli
Il consulente guadagna se la domanda passa, non se il progetto ti serve. Ha l’interesse a gonfiare il progetto o a candidarti a bandi poco adatti.
Si ferma all'approvazione
Il contributo lo incassi davvero solo dopo la realizzazione e la rendicontazione. Se il consulente è già stato pagato alla concessione, quando serve il lavoro più delicato ha poco interesse a farlo bene.
Può scontrarsi con le regole del bando
Alcuni avvisi escludono proprio la consulenza per la domanda. L’avviso Mini PIA della Regione Puglia elenca tra le spese non ammissibili “attività di consulenza avente per oggetto la predisposizione della domanda di contributo e della rendicontazione”. Quel compenso lo paghi tu, per intero.
Sul tema ho scritto anche su LinkedIn, con una domanda provocatoria: “I bandi sono soldi gratis. Vero o falso? Falso.” Un bando è uno strumento per finanziare un progetto che ha senso anche senza contributo.
Se una parte a successo ti rassicura, usa questo schema: fisso prevalente per la progettazione, variabile minoritario legato all’erogazione effettiva del contributo, non alla sola concessione.
Cosa deve esserci nel contratto con un innovation manager?
Qualunque modello tu scelga, controlla che il contratto contenga:
- oggetto e obiettivi misurabili;
- deliverable e tempi per fase;
- modello di compenso e condizioni di pagamento;
- tetto di giornate o di spesa, se a tempo;
- dichiarazione di indipendenza dai fornitori, o dei rapporti esistenti;
- riservatezza e titolarità di documenti e proprietà intellettuale;
- recesso: come interrompi l’incarico se non funziona;
- i requisiti richiesti dal bando, se il compenso è finanziato: per esempio la certificazione UNI 11814 e la durata minima.
Sul primo punto, verificare le competenze prima di parlare di prezzo ti evita errori costosi: la guida sull’innovation manager certificato UNI 11814 spiega come fare.
Un esempio: una PMI turistica del Salento
Immagina un gruppo con due strutture ricettive nel Salento che vuole integrare prenotazioni, gestione delle camere e marketing, e valuta un bando regionale.
Una struttura di compenso sensata:
Assessment e roadmap a progetto
Con deliverable scritti: mappa dei processi, priorità, stima dei costi, bandi compatibili.
Progettazione della domanda
Con compenso fisso, perché il bando esclude quella spesa dal contributo.
Affiancamento a giornate con tetto
Durante la selezione dei fornitori e l’avvio del software.
Eventuale variabile minoritaria
Legata all’erogazione del contributo, non alla concessione.
Ogni voce ha un perimetro chiaro. Se a metà strada il progetto non convince, puoi fermarti dopo la fase 1 con un documento che resta tuo.
Come lavoro io
Non pubblico un listino, perché ogni incarico parte da obiettivi diversi. Preferisco partire con una fase a progetto, di solito un assessment, e proporre il modello successivo solo quando entrambi sappiamo cosa serve. Nei progetti su bandi, dal Mini PIA ai voucher camerali Doppia Transizione, separo sempre la progettazione dalla realizzazione, così sai cosa stai pagando e cosa finanzia il contributo.
Cosa fare adesso
Se hai già un preventivo e non capisci se è strutturato bene, o vuoi sapere quale modello si adatta al tuo progetto, prenota una call conoscitiva o scrivimi su WhatsApp al +39 392 398 9031. Ti spiego come imposterei l’incarico e con quali deliverable. Trovi il servizio completo nella pagina innovation manager per PMI e la parte sui finanziamenti in bandi e finanza agevolata. Se non sei sicuro che ti serva un innovation manager e non un tecnico, leggi prima innovation manager o consulente IT. La guida generale sul ruolo è innovation manager per PMI: cosa fa e quando serve.


