In breve
Se compri elettronica da un fabbricante cinese e la vendi in Italia, sei l’importatore. Prima di vendere devi verificare che il fabbricante abbia fatto la valutazione di conformità, preparato la documentazione tecnica e apposto la marcatura CE. Devi mettere sul prodotto il tuo nome e indirizzo, fornire istruzioni in italiano e conservare la dichiarazione UE di conformità per dieci anni.
Aggiornato al 04/10/2026. Questa guida è un orientamento tecnico, non un parere legale.
Chi è l’importatore e perché la responsabilità ricade su di lui?
Per le direttive europee sui prodotti, l’importatore è chi, stabilito nell’Unione, immette sul mercato UE un prodotto che arriva da un paese terzo. Se compri su una piattaforma B2B estera e rivendi in Italia, sei tu.
Il Regolamento (UE) 2019/1020 sulla vigilanza del mercato aggiunge una regola importante: per molti prodotti, tra cui quelli soggetti alle direttive LVD, EMC, RED e RoHS, deve esserci un operatore economico stabilito nell’UE che risponde della conformità. Se il fabbricante cinese non ha un rappresentante in Europa, quell’operatore sei tu.
Attenzione a un caso frequente. Se metti il tuo marchio sul prodotto, o lo modifichi in modo che cambi la conformità, le direttive ti trattano come fabbricante. Devi avere la documentazione tecnica completa e firmare tu la dichiarazione UE di conformità.
Quali regole si applicano a un prodotto elettronico?
| Regola | Cosa copre | Organismo notificato |
|---|---|---|
| Direttiva 2014/35/UE (LVD) | Sicurezza elettrica di apparecchi tra 50 e 1.000 V in alternata, 75 e 1.500 V in continua | Non previsto |
| Direttiva 2014/30/UE (EMC) | Emissioni e immunità elettromagnetiche | Facoltativo |
| Direttiva 2014/53/UE (RED) | Apparecchi che usano onde radio: Wi-Fi, Bluetooth, LTE, NFC | Necessario se non applichi integralmente norme armonizzate |
| Regolamento delegato (UE) 2022/30 | Cybersicurezza degli apparecchi radio connessi, dal 1° agosto 2025 | Vale la regola della RED |
| Direttiva 2011/65/UE (RoHS) | Sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche | Non previsto |
| Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR) | Sicurezza dei prodotti di consumo, per gli aspetti non coperti dalle direttive di settore | Non previsto |
Un apparecchio radio rientra nella RED, che copre anche sicurezza elettrica e compatibilità elettromagnetica: non applichi LVD ed EMC separatamente. Restano RoHS, GPSR e le altre regole pertinenti, per esempio pile e batterie o rifiuti elettronici.
Per la cybersicurezza degli apparecchi radio connessi a internet le norme armonizzate EN 18031 sono state citate in Gazzetta UE con alcune restrizioni. Se il tuo prodotto ricade in quelle restrizioni, il fabbricante deve passare da un organismo notificato. Dall’11 dicembre 2027 si applicherà inoltre il Cyber Resilience Act (Regolamento (UE) 2024/2847) ai prodotti con elementi digitali, con obblighi di segnalazione delle vulnerabilità per i fabbricanti già dall’11 settembre 2026.
Quali obblighi ha l’importatore, in concreto?
Le direttive LVD, EMC, RED e RoHS hanno un articolo dedicato agli importatori con contenuti simili. Prima di immettere il prodotto devi:
Verificare
Che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità.
Verificare
Che abbia preparato la documentazione tecnica.
Controllare
Marcatura CE, identificazione del prodotto (tipo, lotto o numero di serie) e dati del fabbricante.
Indicare
Sul prodotto, o se non è possibile sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento, il tuo nome, marchio registrato e indirizzo postale.
Fornire
Istruzioni e informazioni di sicurezza in italiano.
Garantire
Che trasporto e stoccaggio non compromettano la conformità.
Conservare
Copia della dichiarazione UE di conformità per dieci anni e poter fornire la documentazione tecnica alle autorità.
Agire
Se scopri che il prodotto non è conforme: azioni correttive, ritiro o richiamo, informazione alle autorità se il prodotto presenta un rischio.
Il GPSR aggiunge per i prodotti di consumo obblighi propri: verifica della sicurezza generale, gestione dei reclami, informazioni per le vendite a distanza, collaborazione con le autorità sugli incidenti.
Quali documenti chiedere al fornitore?
Dichiarazione UE di conformità
Firmata, con modello esatto, direttive e norme applicate con l’anno di edizione.
Rapporti di prova completi
Non solo la prima pagina: modello, data, laboratorio, risultati.
Certificato dell'organismo notificato
Quando la procedura lo richiede, con numero dell’organismo verificabile nella banca dati NANDO della Commissione.
Valutazione dei rischi
E schema elettrico o elenco dei componenti critici.
Istruzioni e avvertenze
In una lingua da cui partire per la traduzione.
Dichiarazione RoHS
Con le prove o le dichiarazioni dei fornitori dei materiali.
Quali sono gli errori più comuni?
Fidarsi del "certificato CE"
Rilasciato da una società privata sconosciuta. Non sostituisce la dichiarazione UE di conformità.
Rapporti di prova su un altro modello
O su una versione precedente con componenti diversi.
Norme scadute o sbagliate
Rapporti che citano edizioni non più valide o norme di un altro settore.
Dati dell'importatore assenti
Su prodotto o imballo.
Manuale solo in inglese
O tradotto automaticamente senza avvertenze di sicurezza.
Marchio proprio senza fascicolo tecnico
Diventi fabbricante e non hai i documenti per dimostrarlo.
Moduli radio aggiunti
A un prodotto senza rifare la valutazione secondo la RED.
Nessun controllo a campione
Sui lotti successivi, quando il fornitore cambia un componente.
Cosa succede se la dogana blocca la merce?
Il Regolamento 2019/1020 prevede controlli alle frontiere esterne. Le autorità doganali possono sospendere lo svincolo dei prodotti che sembrano non conformi o pericolosi e coinvolgere le autorità di vigilanza del mercato, che decidono se liberare la merce, chiedere correzioni o vietarne l’immissione.
In questa fase servono documenti in ordine e una lettura tecnica dei rilievi. Una perizia di parte può spiegare perché un’etichetta mancante è sanabile o perché un rapporto di prova copre davvero il modello. Il tuo spedizioniere doganale e il tuo avvocato restano gli interlocutori per la parte procedurale.
Esempio: lampade smart importate da Lecce
Un’azienda leccese importa lampade LED con Wi-Fi da un fabbricante di Shenzhen e vuole venderle con il proprio marchio. Con il marchio proprio diventa fabbricante. La lampada usa il Wi-Fi, quindi la regola principale è la RED, con i requisiti di cybersicurezza del Regolamento delegato 2022/30; si aggiungono RoHS, le regole europee su progettazione ecocompatibile ed etichetta energetica delle sorgenti luminose e il GPSR. I rapporti di prova del fornitore coprono la sicurezza elettrica ma non la cybersicurezza. Prima dell’ordine l’azienda chiede le prove mancanti, verifica se le restrizioni sulle norme EN 18031 la obbligano a un organismo notificato e prepara etichetta e manuale in italiano. Il fascicolo resta in azienda.
Cosa può fare un ingegnere e cosa no?
Un ingegnere non certifica il prodotto e non sostituisce l’organismo notificato o il laboratorio accreditato. Può invece:
- mappare le norme applicabili;
- fare l’analisi dei rischi;
- leggere e verificare rapporti di prova e dichiarazioni;
- indicarti le prove mancanti e un laboratorio adatto;
- costruire il fascicolo tecnico;
- scrivere perizie tecniche di parte in caso di contestazioni.
Per un prodotto che contiene software connesso, la sicurezza di rete diventa parte della conformità: le basi sono nella guida sulla cybersecurity per PMI.
Come ti posso aiutare?
Sono ingegnere iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce (n. 4603, settore dell’informazione). Se il problema riguarda un software o un sistema informatico consegnato, vedi collaudi e consulenze tecniche ICT. Il mio percorso è in chi sono.
Prenota una call conoscitiva: mandami scheda tecnica e documenti del fornitore, ti dico cosa manca prima che la merce parta. Puoi scrivermi anche dalla pagina contatti.



